Indice
- In breve
- Che cos’è la colecistite acuta
- Come si sviluppa la colecistite acuta
- Quali sono le cause della colecistite acuta
- Fattori di rischio
- Quali sono i sintomi della colecistite acuta
- Come riconoscere una colecistite acuta
- Colecistite acuta o colica biliare: quali differenze?
- Quando andare in Pronto Soccorso
- Come si arriva alla diagnosi
- Visita specialistica
- Esami del sangue
- Ecografia addominale
- Quando servono TAC, risonanza magnetica ed altri esami
- Come si cura la colecistite acuta
- Antibiotici: quando sono necessari?
- Quando è necessario l’intervento chirurgico
- In cosa consiste la colecistectomia laparoscopica in urgenza
- Cosa succede se non viene trattata
- Possibili complicanze
- Decorso dopo l’intervento
- Si può prevenire?
- Domande frequenti (FAQ)
- Bibliografia essenziale
- Perché scegliere il Dott. Francesco Razionale
Colecistite acuta: sintomi, cause, diagnosi, trattamento e quando operare
In breve
La colecistite acuta è un’infiammazione improvvisa della colecisti che, nella maggior parte dei casi, è causata dall’ostruzione del dotto cistico da parte di un calcolo. Quando la bile non riesce più a fuoriuscire normalmente dalla colecisti, aumenta la pressione al suo interno e si sviluppa un processo infiammatorio che può diventare progressivamente più grave.
A differenza della colica biliare, nella quale il dolore tende a risolversi spontaneamente nel giro di poche ore, la colecistite acuta provoca un dolore persistente, spesso associato a febbre, nausea e alterazione degli esami del sangue.
Si tratta di una delle complicanze più frequenti della calcolosi della colecisti e richiede una valutazione medica tempestiva. Nella maggior parte dei casi il trattamento prevede il ricovero ospedaliero, la terapia antibiotica e l’asportazione della colecisti mediante colecistectomia laparoscopica.
In questa guida troverai informazioni complete e aggiornate sui sintomi, gli esami necessari, il trattamento e il momento migliore per l’intervento chirurgico.
Punti chiave
- La colecistite acuta è quasi sempre causata da un calcolo che blocca il dotto cistico.
- Il dolore è continuo e dura generalmente più di sei ore.
- Febbre e aumento degli indici infiammatori sono molto frequenti.
- L’ecografia rappresenta il primo esame diagnostico.
- Nella maggior parte dei pazienti è indicata la colecistectomia laparoscopica durante lo stesso ricovero.
- Un trattamento tempestivo riduce il rischio di complicanze anche gravi.
Che cos’è la colecistite acuta
La colecistite acuta è un’infiammazione della colecisti che compare improvvisamente e che, nella maggior parte dei casi, rappresenta l’evoluzione di una colica biliare non risolta.
Normalmente la colecisti immagazzina la bile prodotta dal fegato e la rilascia nell’intestino durante la digestione. Quando un calcolo ostruisce il dotto cistico in maniera persistente, la bile rimane intrappolata all’interno della colecisti.
L’aumento della pressione, associato all’irritazione della parete e alla possibile proliferazione batterica, determina un’infiammazione progressiva dell’organo.
Se non trattata, questa infiammazione può evolvere fino a provocare ischemia della parete, necrosi, perforazione della colecisti o infezioni diffuse dell’addome.
Per questo motivo la colecistite acuta rappresenta una condizione diversa e più importante rispetto alla semplice colica biliare.
Come si sviluppa la colecistite acuta
La colecistite acuta non compare improvvisamente senza motivo, ma rappresenta generalmente la conseguenza di una sequenza ben precisa di eventi.
Nella maggior parte dei pazienti il processo inizia quando un calcolo rimane incastrato nel dotto cistico e impedisce il normale svuotamento della colecisti.
La bile continua a essere prodotta, ma non riesce a defluire.
Questo determina:
- aumento progressivo della pressione all’interno della colecisti;
- distensione della parete;
- riduzione dell’afflusso di sangue alla parete stessa;
- infiammazione locale;
- possibile proliferazione batterica.
Con il passare delle ore l’infiammazione tende ad aumentare.
Se il problema non viene risolto, possono comparire complicanze come necrosi della parete, perforazione, ascessi pericolecistici o peritonite.
Fortunatamente, grazie alla diagnosi precoce e al trattamento chirurgico, oggi queste complicanze sono molto meno frequenti rispetto al passato.
Quali sono le cause della colecistite acuta
Circa il 90-95% delle colecistiti acute è causato dalla presenza di calcoli della colecisti.
Si parla in questo caso di colecistite acuta calcolosa.
Il restante numero di casi è rappresentato dalla colecistite acalcolosa, una forma molto meno frequente che si osserva soprattutto nei pazienti critici ricoverati in terapia intensiva, dopo importanti traumi, ustioni estese, interventi chirurgici maggiori o gravi infezioni sistemiche.
Dal punto di vista pratico, nella popolazione generale la quasi totalità delle colecistiti acute è correlata ai calcoli biliari.
Per questo motivo, in un paziente con colelitiasi che sviluppa un dolore persistente accompagnato da febbre, la colecistite acuta rappresenta una delle prime diagnosi da prendere in considerazione.
Fattori di rischio
La colecistite acuta condivide gran parte dei fattori di rischio della calcolosi della colecisti.
Presentano una maggiore probabilità di sviluppare questa complicanza:
- persone con calcoli della colecisti sintomatici;
- pazienti che hanno già avuto episodi di colica biliare;
- donne;
- soggetti di età superiore ai 40 anni;
- persone con obesità o sindrome metabolica;
- pazienti diabetici;
- soggetti con rapida perdita di peso;
- persone con familiarità per colelitiasi.
Avere uno o più fattori di rischio non significa necessariamente sviluppare una colecistite acuta, ma aumenta la probabilità che un episodio di colica possa evolvere verso una forma infiammatoria.
Quali sono i sintomi della colecistite acuta
Il sintomo principale della colecistite acuta è un dolore intenso e persistente localizzato nella parte superiore destra dell’addome.
A differenza della colica biliare, il dolore non si risolve spontaneamente dopo poche ore, ma tende a persistere e ad aumentare progressivamente di intensità.
Nella maggior parte dei pazienti i sintomi iniziano dopo un episodio di colica biliare che non regredisce come avvenuto in passato.
I sintomi più frequenti sono:
- dolore continuo sotto l’arcata costale destra;
- dolore irradiato alla spalla o alla scapola destra;
- febbre;
- nausea;
- vomito;
- perdita dell’appetito;
- malessere generale.
Nei pazienti anziani o immunodepressi la sintomatologia può essere meno evidente, rendendo la diagnosi più complessa.
Come riconoscere una colecistite acuta
Riconoscere tempestivamente una colecistite acuta è importante perché il trattamento precoce riduce il rischio di complicanze.
Esistono alcuni elementi che la distinguono dalla semplice colica biliare.
È opportuno sospettare una colecistite acuta quando:
- il dolore dura oltre 6 ore;
- il dolore rimane costante e non tende a diminuire;
- compare febbre;
- il paziente presenta un marcato dolore alla palpazione della parte superiore destra dell’addome;
- gli esami del sangue mostrano segni di infiammazione.
In presenza di questi sintomi è consigliabile evitare di attendere la risoluzione spontanea del dolore e rivolgersi rapidamente a un Pronto Soccorso.
Una valutazione tempestiva permette di confermare la diagnosi e iniziare il trattamento prima che compaiano complicanze.
Colecistite acuta o colica biliare: quali differenze?
La colica biliare e la colecistite acuta sono due condizioni strettamente correlate, ma non sono la stessa malattia.
La colica biliare rappresenta generalmente il primo stadio della patologia, mentre la colecistite acuta compare quando l’ostruzione del dotto cistico persiste e determina un’infiammazione della colecisti.
| Colica biliare | Colecistite acuta |
| Dolore intenso ma temporaneo | Dolore persistente |
| Durata generalmente inferiore a 6 ore | Durata superiore a 6 ore |
| Assenza di febbre | Febbre frequente |
| Esami del sangue spesso normali | Indici infiammatori aumentati |
| Nessuna infiammazione significativa della colecisti | Infiammazione della parete della colecisti |
| Il dolore si risolve spontaneamente | Richiede generalmente ricovero e trattamento |
Questa distinzione è fondamentale perché il percorso terapeutico cambia in modo significativo.
Quando andare in Pronto Soccorso
La colecistite acuta è una condizione che richiede una valutazione medica urgente.
È consigliabile recarsi in Pronto Soccorso in presenza di:
- dolore addominale intenso che persiste oltre alcune ore;
- febbre superiore a 38 °C;
- brividi;
- vomito ripetuto;
- impossibilità ad alimentarsi;
- ittero;
- peggioramento rapido delle condizioni generali.
Anche nei pazienti con una diagnosi già nota di calcoli della colecisti, la comparsa di questi sintomi non deve essere sottovalutata.
Una valutazione precoce permette di impostare rapidamente la terapia più appropriata e ridurre il rischio di complicanze.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi della colecistite acuta si basa sulla combinazione di:
- sintomi riferiti dal paziente;
- visita medica;
- esami del sangue;
- ecografia addominale.
Nella maggior parte dei casi questi elementi consentono di formulare rapidamente la diagnosi.
In alcune situazioni possono essere necessari ulteriori approfondimenti per escludere altre patologie addominali oppure per valutare l’eventuale coinvolgimento delle vie biliari.
La diagnosi precoce rappresenta uno degli aspetti più importanti perché permette di programmare il trattamento chirurgico nel momento più favorevole.
Visita specialistica
Durante la visita il medico raccoglie informazioni dettagliate riguardo:
- modalità di comparsa del dolore;
- durata dei sintomi;
- eventuali precedenti episodi di colica biliare;
- presenza di febbre;
- nausea e vomito;
- patologie associate;
- farmaci assunti.
Successivamente viene eseguito l’esame obiettivo dell’addome.
Uno dei segni clinici più noti è il segno di Murphy, che consiste nella comparsa di un dolore intenso quando il medico esercita una pressione sotto l’arcata costale destra durante un’inspirazione profonda.
Sebbene sia un reperto molto utile, la diagnosi non si basa mai esclusivamente su questo segno, ma sull’insieme dei dati clinici, laboratoristici e strumentali.
Esami del sangue
Gli esami ematici consentono di confermare la presenza di un processo infiammatorio e di individuare eventuali complicanze.
Tra quelli più frequentemente richiesti troviamo:
- emocromo;
- proteina C reattiva (PCR);
- bilirubina totale e frazionata;
- AST;
- ALT;
- gamma-GT;
- fosfatasi alcalina;
- creatinina ed elettroliti;
- amilasi e lipasi, quando si sospetta una pancreatite.
Generalmente si osservano un aumento dei globuli bianchi e della PCR.
Alterazioni della bilirubina o degli enzimi di colestasi possono suggerire la presenza di un calcolo migrato nel coledoco.
Ecografia addominale
L’ecografia rappresenta l’esame di prima scelta nella diagnosi della colecistite acuta.
È rapida, non invasiva e permette di ottenere informazioni fondamentali.
Tra i reperti più caratteristici vi sono:
- presenza di calcoli della colecisti;
- ispessimento della parete della colecisti;
- distensione della colecisti;
- liquido intorno alla colecisti;
- segno di Murphy ecografico;
- eventuale dilatazione delle vie biliari.
Nella maggior parte dei pazienti questi reperti, associati ai sintomi e agli esami del sangue, consentono di confermare la diagnosi con elevata accuratezza.
Quando servono TAC, risonanza magnetica ed altri esami
Nella maggior parte dei casi l’ecografia è sufficiente.
Tuttavia, in alcune situazioni possono essere richiesti ulteriori esami.
TAC addominale
La TAC viene utilizzata soprattutto quando si sospettano complicanze, come perforazione della colecisti, raccolte ascessuali, gangrena della parete oppure quando la diagnosi rimane incerta.
Colangio-RM
La risonanza magnetica delle vie biliari è indicata quando si sospetta la presenza di calcoli nel coledoco.
È particolarmente utile nei pazienti con:
- bilirubina elevata;
- dilatazione delle vie biliari;
- alterazione significativa degli esami epatici.
Ecoendoscopia
L’ecoendoscopia rappresenta un’alternativa molto accurata per la ricerca di piccoli calcoli del coledoco, soprattutto quando il sospetto clinico è elevato.
ERCP
L’ERCP non viene utilizzata per confermare la colecistite acuta, ma quando è necessario rimuovere un calcolo migrato nelle vie biliari prima dell’intervento chirurgico.
Come si cura la colecistite acuta
Il trattamento della colecistite acuta dipende dalla gravità dell’infiammazione, dalle condizioni generali del paziente e dall’eventuale presenza di complicanze.
Nella maggior parte dei casi è necessario il ricovero ospedaliero, dove il paziente viene monitorato e sottoposto alle terapie più appropriate.
Gli obiettivi del trattamento sono:
- controllare il processo infiammatorio;
- alleviare il dolore;
- prevenire o trattare eventuali infezioni;
- rimuovere la causa della malattia, cioè la colecisti contenente i calcoli.
Le moderne linee guida internazionali raccomandano, quando possibile, un trattamento precoce, evitando di rimandare inutilmente l’intervento chirurgico.
Antibiotici: quando sono necessari?
Gli antibiotici rappresentano una parte importante del trattamento della colecistite acuta.
La loro funzione è controllare o prevenire la proliferazione batterica che può svilupparsi all’interno della colecisti infiammata.
La scelta dell’antibiotico dipende da diversi fattori:
- gravità della malattia;
- età del paziente;
- eventuali allergie;
- funzione renale;
- presenza di altre patologie;
- rischio di batteri resistenti.
È importante sottolineare che gli antibiotici da soli non eliminano il problema.
Essi permettono di controllare l’infiammazione e l’infezione, ma non rimuovono il calcolo che ha provocato l’ostruzione.
Per questo motivo, nella maggior parte dei pazienti, il trattamento definitivo rimane la colecistectomia.
Quando è necessario l’intervento chirurgico
Negli ultimi anni il trattamento della colecistite acuta è profondamente cambiato.
In passato era frequente attendere diverse settimane prima di operare.
Oggi, invece, numerosi studi scientifici hanno dimostrato che, quando le condizioni del paziente lo consentono, la colecistectomia laparoscopica precoce rappresenta il trattamento di scelta.
Le principali linee guida internazionali raccomandano, quando possibile, di eseguire l’intervento durante lo stesso ricovero, idealmente entro le prime 72 ore dall’esordio dei sintomi, anche se in molti casi può essere effettuato con buoni risultati anche successivamente, in base all’evoluzione clinica e all’organizzazione del centro.
L’intervento precoce offre numerosi vantaggi:
- riduce il rischio di nuove complicanze;
- diminuisce la probabilità di nuovi ricoveri;
- evita ulteriori episodi di dolore;
- consente una più rapida risoluzione della malattia;
- riduce complessivamente la durata del percorso terapeutico.
Naturalmente la decisione viene sempre personalizzata.
Nei pazienti particolarmente fragili o con un rischio operatorio molto elevato può essere necessario adottare strategie differenti.
In cosa consiste la colecistectomia laparoscopica in urgenza
La colecistectomia laparoscopica eseguita durante un episodio di colecistite acuta è tecnicamente più complessa rispetto a quella effettuata in elezione.
L’infiammazione determina infatti:
- edema dei tessuti;
- maggiore fragilità della parete della colecisti;
- aderenze;
- alterazione dei normali piani anatomici.
Per questo motivo è fondamentale che l’intervento venga eseguito da un’équipe con esperienza nella chirurgia epatobiliare e nella gestione delle patologie acute della colecisti.
L’obiettivo è sempre quello di rimuovere la colecisti in sicurezza, identificando correttamente le strutture anatomiche e riducendo al minimo il rischio di complicanze.
Nella maggior parte dei pazienti l’intervento viene completato per via laparoscopica.
In una piccola percentuale di casi, tuttavia, può rendersi necessaria la conversione a un intervento tradizionale con incisione addominale.
È importante sottolineare che la conversione non rappresenta una complicanza, ma una scelta chirurgica effettuata quando consente di aumentare la sicurezza dell’intervento.
Cosa succede se non viene trattata
Una colecistite acuta non trattata tende generalmente a peggiorare.
L’infiammazione può diventare progressivamente più severa e aumentare il rischio di complicanze locali o sistemiche.
In alcuni pazienti il quadro può temporaneamente migliorare con la sola terapia antibiotica.
Tuttavia, se la colecisti contenente i calcoli non viene rimossa, permane un rischio elevato di:
- nuovi episodi di colecistite;
- coliche biliari ricorrenti;
- ricoveri ripetuti;
- complicanze delle vie biliari.
Per questo motivo, salvo rare eccezioni, la colecistectomia rappresenta il trattamento definitivo.
Possibili complicanze
Quando la diagnosi o il trattamento vengono ritardati, la colecistite acuta può evolvere verso forme più severe.
Tra le principali complicanze ricordiamo:
Gangrena della colecisti
L’infiammazione prolungata può compromettere l’afflusso di sangue alla parete della colecisti, determinando necrosi dei tessuti.
Questa condizione aumenta significativamente la complessità dell’intervento chirurgico.
Perforazione della colecisti
In alcuni casi la parete può rompersi, con fuoriuscita di bile e materiale infetto nella cavità addominale.
Si tratta di una complicanza grave che richiede un trattamento chirurgico urgente.
Ascesso pericolecistico
L’infezione può localizzarsi intorno alla colecisti formando una raccolta purulenta.
A seconda dei casi può essere necessario un drenaggio oltre all’intervento chirurgico.
Peritonite
La diffusione dell’infezione all’interno della cavità addominale rappresenta una delle complicanze più severe della colecistite acuta.
Richiede un trattamento urgente e un’attenta gestione ospedaliera.
Sepsi
Nei casi più gravi l’infezione può diffondersi nel circolo sanguigno provocando una risposta infiammatoria sistemica.
Questa condizione può mettere a rischio la vita del paziente e necessita di un trattamento intensivo.
Fortunatamente, grazie alla diagnosi precoce, agli antibiotici e alla chirurgia laparoscopica, oggi queste complicanze sono molto meno frequenti rispetto al passato.
Decorso dopo l’intervento
Dopo una colecistectomia laparoscopica eseguita per colecistite acuta, il decorso dipende principalmente dalla gravità dell’infiammazione e dalle condizioni cliniche del paziente.
Nella maggior parte dei casi:
- il dolore diminuisce rapidamente nei giorni successivi;
- la ripresa dell’alimentazione avviene in tempi brevi;
- la mobilizzazione è precoce;
- la dimissione avviene dopo pochi giorni, salvo complicanze.
Il recupero completo richiede generalmente alcune settimane.
Le tempistiche possono tuttavia essere più lunghe rispetto a un intervento programmato eseguito in assenza di infiammazione.
Approfondimento: Decorso dopo la colecistectomia: recupero, alimentazione e ritorno alle normali attività.
Si può prevenire?
Non è sempre possibile prevenire una colecistite acuta.
Poiché nella maggior parte dei casi la malattia rappresenta una complicanza dei calcoli della colecisti, la prevenzione coincide soprattutto con una corretta gestione della colelitiasi.
Nei pazienti con calcoli asintomatici non esistono strategie in grado di impedire con certezza la comparsa di una colecistite.
Tuttavia, alcune abitudini possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare la calcolosi e le sue complicanze:
- mantenere un peso corporeo adeguato;
- evitare dimagrimenti troppo rapidi;
- seguire un’alimentazione equilibrata;
- praticare regolare attività fisica;
- controllare diabete e sindrome metabolica.
Nei pazienti che hanno già presentato una colica biliare, la prevenzione più efficace delle recidive e della colecistite acuta consiste generalmente nella colecistectomia laparoscopica.
Domande frequenti (FAQ)
La colecistite acuta guarisce con gli antibiotici?
Gli antibiotici sono fondamentali per controllare l’infezione e l’infiammazione, ma nella maggior parte dei casi non rappresentano la terapia definitiva.
Se la causa è un calcolo che continua a ostruire il dotto cistico, il problema può ripresentarsi finché la colecisti non viene rimossa.
È sempre necessario operare?
Nella maggior parte dei pazienti sì.
Le linee guida internazionali raccomandano la colecistectomia laparoscopica durante lo stesso ricovero quando le condizioni cliniche lo consentono.
In alcuni pazienti particolarmente fragili o con un rischio operatorio molto elevato possono essere valutate strategie alternative.
È un intervento urgente?
Non sempre.
La situazione viene valutata caso per caso.
In presenza di una colecistite acuta la tendenza attuale è quella di eseguire l’intervento precocemente durante il ricovero, evitando rinvii non necessari.
Dopo l’intervento la colecistite può tornare?
No.
Poiché la colecisti viene completamente asportata, la colecistite non può ripresentarsi.
Quanto dura il ricovero?
Dipende dalla gravità della malattia e dall’evoluzione postoperatoria.
Nella maggior parte dei pazienti sottoposti a colecistectomia laparoscopica il ricovero dura pochi giorni.
È possibile mangiare normalmente dopo l’intervento?
Sì.
Dopo una fase iniziale di adattamento, la maggior parte dei pazienti torna progressivamente a seguire un’alimentazione normale.
Bibliografia essenziale
- European Association for the Study of the Liver (EASL). Clinical Practice Guidelines on Gallstones.
- World Society of Emergency Surgery (WSES). 2020 Guidelines for the Diagnosis and Treatment of Acute Calculous Cholecystitis.
- Tokyo Guidelines 2018 (TG18). Diagnostic Criteria and Severity Grading of Acute Cholecystitis.
- Society of American Gastrointestinal and Endoscopic Surgeons (SAGES). Guidelines for Laparoscopic Biliary Tract Surgery.
- American College of Gastroenterology (ACG). Clinical practice guidelines on biliary diseases.
Perché scegliere il Dott. Francesco Razionale
La colecistite acuta richiede una diagnosi tempestiva e una corretta pianificazione del trattamento.
La scelta del momento più appropriato per l’intervento, la valutazione di eventuali complicanze e la gestione dei casi più complessi richiedono esperienza specifica nella chirurgia epatobiliare.
Il Dott. Francesco Razionale si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie della colecisti, del fegato, delle vie biliari e del pancreas, con particolare esperienza nella chirurgia laparoscopica mini-invasiva.
Ogni paziente viene valutato individualmente, seguendo le più recenti linee guida internazionali, con l’obiettivo di individuare il percorso terapeutico più sicuro ed efficace.
Articoli correlati
Per approfondire gli argomenti trattati in questa guida, consulta anche:
- Guida completa alla colecisti
- Calcoli della colecisti
- Colica biliare
- Quando operare la colecisti
- Colecistectomia laparoscopica
- Decorso dopo la colecistectomia
- Calcoli del coledoco
- ERCP
- Dieta per la colecisti
- Polipi della colecisti
Conclusioni
La colecistite acuta rappresenta una delle complicanze più frequenti della calcolosi della colecisti e richiede una valutazione medica tempestiva.
Riconoscere precocemente i sintomi, distinguere questa condizione dalla semplice colica biliare e iniziare rapidamente il trattamento permette di ridurre il rischio di complicanze e di ottenere i migliori risultati.
Oggi, grazie alla diagnosi precoce, alla terapia antibiotica e alla colecistectomia laparoscopica eseguita secondo le più recenti linee guida, la prognosi è generalmente eccellente nella maggior parte dei pazienti.
Glossario
Colecistite acuta
Infiammazione improvvisa della colecisti, nella maggior parte dei casi causata dall’ostruzione del dotto cistico da parte di un calcolo.
Dotto cistico
Piccolo condotto che collega la colecisti alle vie biliari principali. La sua ostruzione rappresenta il meccanismo alla base della maggior parte delle colecistiti acute.
Segno di Murphy
Segno clinico ricercato durante la visita medica. È considerato positivo quando la palpazione sotto l’arcata costale destra durante un’inspirazione profonda provoca un dolore intenso con brusca interruzione dell’atto respiratorio.
Colecistectomia laparoscopica
Intervento chirurgico mini-invasivo che consiste nell’asportazione della colecisti attraverso piccole incisioni addominali.
Messaggi chiave
- La colecistite acuta è una complicanza della calcolosi della colecisti che richiede una valutazione urgente.
- Un dolore che dura oltre sei ore, soprattutto se associato a febbre, deve far sospettare questa diagnosi.
- L’ecografia addominale rappresenta l’esame diagnostico di riferimento.
- Nella maggior parte dei casi il trattamento consiste nella colecistectomia laparoscopica durante lo stesso ricovero.
- Una diagnosi e un trattamento precoci riducono significativamente il rischio di complicanze e consentono un recupero più rapido.
Tempo di lettura stimato: 15–18 minuti.
Ultimo aggiornamento: Luglio 2026.
Autore: Dott. Francesco Razionale – Chirurgo epatobiliare.
Revisione scientifica: contenuto basato sulle più recenti linee guida internazionali e soggetto a periodico aggiornamento.
Per conoscere il mio percorso formativo, l’attività clinica e chirurgica e il mio approccio alla cura dei pazienti, consulta la pagina dedicata al Dott. Francesco Razionale, chirurgo epatobiliare a Roma.
